Tutto è cominciato così

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Dunque, non è che io abbia scelto di aprire un blog così, per passare il tempo: è andata in modo diverso.

Nell’Aprile 2012, dopo qualche sofferto mese di disoccupazione, trovai lavoro in uno studio legale di Milano; abitando a Torino, decisi di fare la pendolare per un mesetto e poi di trasferirmi.

I torinesi – beh, i miei torinesi, almeno – non reagiscono particolarmente bene se dici la parola “Milano”. Gli compaiono in viso dei foruncoli, cominciano ad avere le convulsioni, sembrano presi da una possessione luciferina, cose così. E allora beccatevi un blog, dissi io, così vi racconto che succede laggiù in quel posto che a sentir voi è l’anticamera del male terreno e ultraterreno. E fu blog.

Comunque Milano a me piaceva e piace. mi trovai una casa piena di persone bislacche che giravano seminude e parlavano via balcone di sughi, cene e modi di lavare la biancheria; presi a girare con due-facciamo-tre cartine della città in borsa; feci passi da gigante in un lavoro che non era il mio ma mi piaceva assai; conobbi avvocatesse che dapprima sembravano proprio il genere di figa tirata a lucido che ti puoi trovare in centro Milano, e invece mi piacevano assai assai. C’era cibo, c’era estate pur d’inverno, c’erano grasse risate e qualche vaffanculo come è giusto che sia.

Poi lo studio legale esplose e si sciolse, senza possibilità di ricostruzione. Era troppo bello per essere vero, maledizione. Cominciò una letale sequela di sfighe da panico che manco Paolino Paperino (e via che lasci casa a Milano e torni a Torino, e via che inaspettatamente la tua vita sentimentale, già incasinata, va direttamente a rotoli, e vai che non hai mezza lira e ti muore pure il gatto) che mi  hanno seppellito per più di un anno in un certo pessimismo cosmico leopardiano ma sempre venato di comicità. Lo trovate tutto da queste parti, il pessimismo cosmico leopardiano. Lo potete leggere e farvi quattro risate.

Comunque, tutto l’Armageddon post milanese, la vita milanese, il ritorno milanese son qui; e sono qui i tentativi precedenti e attuali di fare quello che ho voluto fare dall’inizio dell’università, ovvero scrivere e venire pagata per questo. A volte ci riesco, a volte pago i ticket della mutua in ritardo. Dipende.

Però è divertente e, secondo me, è anche divertente da leggere.

3 pensieri su “Tutto è cominciato così

  1. giabe

    Dai, su… ormai vivo a Milano da quasi 5 anni.
    Ho vissuto a Torino per 11, Rivoli per 10.
    Ho scoperto una cosa: la rivalità è univoca: Torino Vs Milano. Non viceversa…
    Siamo noi con L219 nel codice fiscale che ci sentiamo ingiustamente figli di un Dio minore rispetto a quelli della Madunnina; con la differenza che quelli della Madunnina dicono “oh, bella Torino, ci son stato la scorsa settimana…” e quasi non capiscono perchè noi continuiamo a sottolineare quanto “da noi” si stia meglio.

    Una cosa però, tra miliardi di difetti bausciosi, l’ho capita: sono straordinariamente aperti verso il forestiero, le persone chiacchierano… ovunque.
    A Torino, a parità di condizioni, non ti cagano manco di striscio.

    E come dice qualcuno “la cosa più bella di Milano è il treno verso Torino”…. Forse.

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  2. Andrea

    Entrando in ufficio il capo ci ha ricordato che oggi era Martedì Grasso. “Ci ha portato le Bugie capo?” ho esclamato io con finto entusiasmo per la ricorrenza ma decisamente più sincero per i dolci.
    “Cavolo sei proprio di Torino” mi risponde la collega “Si chiamano Chiacchere” prosegue con tono risoluto.
    Mamma e papà non mi hanno tirato su a gianduiotti ma con più proletari pasti a base di agnolotti e barbera.Ma la sostanza non cambia. La mia storia è simile alla tua e come dici tu la vita ti porta lì e tu ci vai. Ecco!
    E di colpo ti ritrovi catapultato in un mondo che non è il tuo, lontano da affetti, colline e parchi, dove se chiedi un “cicles” ti guardano storto.
    Ma forse chi si trovasse a trasferirsi da Milano a Torino avrebbe le stesse sensazioni. Gli mancherebbe il cielo grigio, i clacson spietati quando ti attardi al semaforo, i cartelloni pubblicitari che svettano e che ti danno il benvenuto in autostrada quando sei alle porte della città.
    Ok, ammetto una punta di sarcasmo ma non vogliatemene per questo. In fondo se sono ancora qui qualcosa di buono ci sarà pure, no?
    In ogni caso quel che voglio dire è che le lotte implacabili ci sono ovunque e per tutto: i bagni dell’università, per esempio, ricordo che erano pieni di scritte secessioniste tra nord e sud. Vero e proprio conflitto a fuoco, consumato a colpi di indelebile nero. Quindi, siccome nella vita non ho ancora capito quale sia il mio scopo, luoghi comuni e cioccolato con le nocciole neppure a me piacciono tanto, ho deciso che ti aiuterò a portare il tuo messaggio di pace. Che ne dici?

    Rispondi
    1. torinomilanoandataequalcheritorno Autore articolo

      non posso che approvare e ringraziarti! mi ha fatto molto piacere leggere il tuo commento! ora non ci rimane da sperare che spunti fuori qualche milanese nostalgico della nebbia che é andato ad abitare al’ombra della Mole e ci racconti di quanto sono strani i torinesi per lui 🙂

      Grazie ancora Andrea!

      S

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